Dott.ssa MARINA BELLOMO - Dott.ssa LUCIANA TAMAGNI LO PSICOLOGO A LEGNANO CONSULENZA E PSICOTERAPIA Infanzia - Età Adulta
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La lettura della favola ai bambini ne sostiene lo sviluppo emotivo, della creatività e dell'immaginazione, del linguaggio, quello cognitivo e permette loro di apprendere regole, valori e dinamiche della vita sociale.

In questa sede si invita il “lettore” a riflettere su una diversa prospettiva che pone al centro quello che dovrebbe essere il messaggio implicito di una madre al suo bambino: le “parole” sono latte, cibo per l'anima e veicolo della relazione.

Il legame di una mamma con il suo bambino, soprattutto nel primo anno di vita, si fonda sulla “sintonizzazione” rispetto ai bisogni di attenzione ed accudimento del piccolo e su un “dialogo” fatto di contatto fisico, segnali, gestualità, “atmosfere” che precedono la “parola” e che rappresentano la “cura”, il “nutrimento”. La madre, in qualità di figura di “attaccamento primario”, sostiene lo sviluppo della “fiducia di base” nel bambino ed il suo procedere, intorno ai due anni, verso l'autonomia. La crescita andrà assecondata, non imposta e per questo sarà necessario valorizzare i movimenti del vostro bimbo verso l'autonomia soddisfacendo, nello stesso tempo, quei bisogni, ancora presenti. L'utilizzo del linguaggio sarà utile ad entrambi questi difficili compiti. In tali termini la “parola” potrà essere il latte che nutre e rassicura nel passaggio verso la “separazione” e poi l' “individuazione”, cioè verso il diventare grandi.

Accade spesso che i bambini piccoli non vogliano andare a dormire da soli, che vogliano stare con mamma e papà, svegli o nel loro lettone. Si può rileggere questo atteggiamento come una “fatica alla separazione” o, se accade spesso, una “difficoltà”; la notte è il distacco dai genitori, dalla mamma in particolare, ed ogni bimbo ha il suo tempo per affrontare questo passaggio evolutivo.

La lettura della “favola della buona notte” si rivela dunque uno strumento importante e di aiuto in tal senso. Il vostro piccolo può lasciarsi “cullare” dal suono della voce e sentirsi “nutrito” dalla vostra presenza che non gli chiede necessariamente di “concentrarsi” sulla storia ma che lo accompagna nella notte aiutandolo ad addormentarsi sereno e ad affrontare uno dei primi momenti di “separazione” dalla mamma e dal papà. La “parola”, in quest'ottica, assume una connotazione “non verbale”, rappresenta il latte materno, un accudimento non più concreto bensì psichico ed emotivo che rinforza “la fiducia di base” mantenendo una connessione, un ponte tra madre e bambino anche nella separatezza.

Potrete passare gradualmente dalla rassicurazione di un lungo “contatto fisico”, del “tocco”, del “gesto” a quella attraverso lo sguardo, il “calore di una copertina” e la melodia della voce durante la lettura così da rimandare al vostro bimbo la percezione dello “stare insieme” pur essendo due identità separate.

Scegliete favole che non abbiano una connotazione caratteriale forte in termini di contenuto e personaggi; la vostra lettura dovrà rimandare ad una musica dolce e dunque la voce non dovrà subire picchi di tonalità.

Mantenete la magia di un caldo abbraccio al Seno.

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